lunedì 17 gennaio 2011

Piovene Rocchette

Non è il titolo storpiato di un film, ma il nome del primo comune del vicentino ad aver deliberato di migrare al software libero.

Ebbene sì, la molla del risparmio economico è sicuramente il motivo principale del cambiamento, solo in futuro ci si accorgerà dei benefici non solo economici che porterà questa scelta, ma intanto la decisione è stata presa e, conti alla mano, ognuna delle 35 postazioni in cui era installato MSOffice, tra licenze e mantenimento del software, porterà un risparmio stimato in circa 3000 euro all'anno cadauno.

Dopo aver installato OpenOffice e aver organizzato una mezza giornata di formazione, il comune ha iniziato la migrazione dei documenti in formato libero.

Il passaggio completo sarà terminato entro la fine dell'anno.

Un'altra buona notizia per il mondo del software libero in attesa che anche le altre pubbliche amministrazioni decidano di uscire dal proprio stato di arretratezza per spiccare un balzo verso il futuro.

mercoledì 5 gennaio 2011

Panda Rosso alla riscossa

Dopo il botto di fine anno con la decisione russa di migrare completamente al software libero entro il 2015, il 2011 inizia con un altro dato soddisfacente dal punto di vista statistico/numerico.

Finalmente è caduto un altro taboo, Internet Explorer, almeno in Europa, non è più il browser più utilizzato!

E' vero è vero, chi utilizza il pc e naviga in internet sa bene che la cosa sarebbe dovuta succedere a breve e che era pressoché inevitabile.
L'utente medio è cosciente del fatto che il browser è forse, oggi, il software più importante in un pc e che le differenze tra Internet Explorer e Mozilla Firefox in primis e Google Chrome sono abissali.

Finalmente anche i numeri giocano a nostro favore, infatti secondo i dati pubblicati da StatCounter (una delle società più autorevoli, leader fornitrice di statistiche riguardo ai browser) il famoso “navigatore web” Firefox supera Internet Explorer e si porta al comando delle classifica.


Tuttavia, in termini di accrescimento annuale, la corona di vincitore spetta a Google Chrome che, in tutto il 2010 ha conquistato una quota di mercato pari al +10% rispetto a quanto ottenuto ad inizio anno precedente.
La vittima principale della crescita del browser di Google è stata Internet Explorer che ha perso il 7,32% nel corso dell’intero anno 2010, cifre sempre fornite da StatCounter.

martedì 4 gennaio 2011

Il pinguino col colbacco

Anno nuovo, vita nuova.
Questo si è soliti dire ogni primo gennaio contornandosi di buoni propositi, spesso dimenticati il giorno seguente.
Per quanto riguarda questo blog il proposito è quello di continuare su questa strada che vedo essere apprezzata, cercando di essere sempre più presenti per proporre idee e alternative libere al mondo informatico.

Per questo primo post del 2011, vi propongo una notizia che in realtà risale alla fine del 2010, ma sapete com'è ... le vacanze sono vacanze.

La notizia è interessante perché indipendentemente dal personaggio e da eventuali motivi occulti, sembra proprio che Vladimir Putin, ancor'oggi acclamato zar delle russie, con un emendamento composto da 25 punti, abbia deciso di abbracciare il software libero, accantonando le soluzioni Microsoft.

La migrazione inizierà nel secondo trimestre del 2012 per essere completata nel 2015, periodo al termine del quale l'intero comparto macchine degli enti governativi sarà basato solo ed esclusivamente su software libero.
Naturalmente il piano prevede che adottino questa soluzione anche le aziende che abbiano stretto accordi col governo russo, pena la decadenza dei contratti in essere.

Per tale obiettivo è prevista anche la realizzazione di un unico repository dal quale le istituzioni sovietiche potranno attingere nuove applicazioni e nuovi strumenti utili per portare avanti la propria attività quotidiana tramite l’utilizzo dei computer forniti dal Governo. In questo contesto potrebbe essere GNU/Linux a fare la voce grossa, proponendosi come principale soluzione per il comparto informatico russo.

Qui la traduzione in inglese dei 25 punti in oggetto.

L’intero scenario è quello di una vera e propria riforma del settore informatico, con novità che riguarderanno anche il settore civile tramite la formazione di figure professionali nel campo ITC e l’introduzione di nuove soluzioni per il mondo dell’istruzione.
Il secondo obiettivo è quello di combattere la pirateria informatica.
Sicuramente ci sono anche altre motivazioni nascoste che però potrebbero trasformarsi in illazioni.

La svolta verso l'opensource si staglia così all'orizzonte in una nazione dove Business Software Alliance (BSA) stima (l'indagine si riferisce al 2009) vengano copiato ed installato illegalmente circa il 67% del software commerciale. Ai vertici della classifica ci sono Georgia (95%), Zimbabwe (92%) e Bangladesh (91%). In termini di valore commerciale delle applicazioni "piratate", gli Stati Uniti sono al primo posto seguiti da Cina, Russia e Francia. Gli Stati Uniti sono però in testa anche alla classifica dei Paesi più "retti" (il 20% dei software usati nell'intera nazione sarebbero "piratati") seguiti da Giappone (21%) e Lussemburgo (21%). Secondo BSA, quasi un software su due in Italia è ancora piratato (49%).

Buon anno a tutti!

mercoledì 22 dicembre 2010

martedì 14 dicembre 2010

Brazilian Ministry of Education

Che il Brasile fosse paese guida nelle scelte alternative dal punto di vista etico ed ecologico non è una novità.
La conferma la possiamo leggere direttamente dal sito di Mandriva.
Mandriva è una distribuzione Linux storica che ha contribuito attivamente allo sviluppo e alla presenza del sistema operativo GNU/Linux sopratutto nel mondo desktop.

Mentre la regione Puglia firma accordi con Microsoft, lo stato Brasile diventa ancora più "Open" con la decisione del ministero dell'istruzione di sostituire le soluzioni proprietarie di tutti i pc scolastici con la storica Mandriva Linux.

Mandriva Linux diventerà il sistema operativo dalla maggiormente utilizzato dagli studenti brasiliani su i PC basati su architettura Intel e prodotti da Positivo, altro partner di questa grande iniziativa.

Mandriva sempre nel suo comunicato si esprime su questa grande manovra:
“We are delighted to participate in this project along with our eco-system partners, and to help bring Mandriva Linux and open source applications to Brazil. ”

“Siamo lieti di partecipare a questo progetto insieme ai nostri partener e contribuire a portare Mandriva Linux e applicazioni open source in Brasile.”

Ci troviamo davanti ad una delle più grandi migrazioni a GNU/linux con un bacino d’utenza piuttosto ampio, che varia tra un milione e un milione e mezzo d’utenti, che darà la possibilità ad alunni e docenti di immergersi nel mondo del software libero e migliorare la loro istruzione informatica.

martedì 7 dicembre 2010

Open Source obbligatorio in Alto Agide

Si si avete proprio letto bene.
Proprio questo è quello che si legge sul sito dell'OSOR, l'osservatorio europeo sull'open source.

Secondo Kurt Pöhl, direttore del Dipartimento di Informatica presso la provincia di Bolzano in Alto Adige e relatore alla South Tyrol Free Software Conference, è obbligatorio, per le amministrazioni pubbliche locali che stanno rinnovando il loro parco tecnologico, utilizzare il software libero ogni volta che questo tipo di software soddisfi i requisiti.

Questa politica, entrata in vigore già da diversi anni, sta dando i primi frutti sopratutto dal punto di vista economico; il tutto senza perdere di produttività.
In questi anni sono state migrate già molte applicazioni, dalle piattaforme di e-learning, al sistema di monitoraggio della sicurezza informatica, dalla gestione dei database relazionali alle implementazioni, fatte in prima persona, al software OpenSPCoop, software libero di collaborazione sviluppato principalmente per le pubbliche amministrazioni.
In mezzo a tutto questo non vanno dimenticate le applicazioni da ufficio che sono state tra le prime ad essere migrate.
"Le Pubbliche Amministrazioni appartenenti alla provincia Altoatesina, ritengono  giusto che i dati e i documenti dei cittadini siano forniti in formati aperti, in modo tale che possano essere utilizzati, nel corso del tempo, in tutta sicurezza. Ciò consentirà di minimizzare anche i rischi dovuti alla dipendenza dai fornitori di licenze proprietarie."
 La collaborazione fra le amministrazioni locali sotto questo profilo è di nodale importanza, in particolar modo per i Comuni e la gestione della Sanità pubblica, perchè entrambe rappresentano il primo e delicato luogo di accesso per i bisogni e le pratiche dei cittadini, attraverso l'introduzione di aperte e trasparenti procedure standard.

Il software libero è insomma un argomento molto sentito in Alto Adige, anche per la sua indubbia ricaduta a livello di economia locale.

venerdì 3 dicembre 2010

La proprietà intellettuale non è in vendita

Se ci pensiamo bene, quando ancora il business non ci governava, gli studiosi erano soliti condividere il sapere, pubblicare studi, ricerche e documenti per fare in modo che insieme venissero trovati rimedi alle malattie più gravi.
Questo ha permesso all'umanità di curare e spesso a debellare malattie all'epoca mortali.
Per chi fa vera scienza questo è il metodo classico, da sempre utilizzato.
Da quando anche la ricerca è diventata un business la circolazione del sapere e dei risultati degli studi scientifici è venuta meno fino quasi a scomparire.
Se è vero come è vero che esistono ancora le "pubblicazioni" è altrettanto vero che oggi è possibile brevettare la composizione chimica di un farmaco.
In questo ambito è molto piacevole leggere della scelta effettuata dalla Università di Glasgow.
Eliminare gli steccati che impediscono la libera circolazione delle idee e della conoscenza può portare un grande valore aggiunto all’economia e avere effetti benefici sull’intero tessuto sociale che ruota attorno a un ente di ricerca.
Questo è quello che si legge sul sito dell'Università.
Il rettore Anton Muscatelli e il direttore della commissione per le strategie tecnologiche Iain Gray spiegano:
“Una delle missioni chiave dell’Università è la creazione, l’avanzamento e la condivisione della conoscenza. Il nostro obiettivo è dimostrare la rilevanza, l’importanza e l’impatto della ricerca che si effettua a Glasgow e aiutare le aziende britanniche a massimizzare la loro competitività a livello internazionale”.

“Dare in licenza una tecnologia nel Regno Unito può essere un processo laborioso, cosa che può inibire la condivisione della proprietà intellettuale fra le università e le aziende. Questa mossa aiuterà a creare relazione migliori e più durature fra il mondo dell’impresa e quello della ricerca”. 
 Secondo il professor Miles Padgett, a capo del gruppo di ricerca che collabora con l’azienda, “come accademici abbiamo l’obbligo di promuovere il trasferimento della nostra tecnologia nel mondo reale. Abbiamo il privilegio di essere finanziati con soldi pubblici per svolgere lavori che amiamo, e questo è un modo di ripagare”. Alcuni aspetti della tecnologia sviluppata da Padgett e colleghi, resteranno comunque coperti da brevetto.

L’idea alla base di “Easy Access IP”, sostenuta anche dal Consiglio delle Ricerche britannico, è stata accolta con entusiasmo dagli ambienti imprenditoriali; specie le piccole e medie imprese vedono in essa la possibilità di avere accesso a tecnologie prima a loro precluse.