mercoledì 22 dicembre 2010
martedì 14 dicembre 2010
Brazilian Ministry of Education
Che il Brasile fosse paese guida nelle scelte alternative dal punto di vista etico ed ecologico non è una novità.
La conferma la possiamo leggere direttamente dal sito di Mandriva.
Mandriva è una distribuzione Linux storica che ha contribuito attivamente allo sviluppo e alla presenza del sistema operativo GNU/Linux sopratutto nel mondo desktop.
Mentre la regione Puglia firma accordi con Microsoft, lo stato Brasile diventa ancora più "Open" con la decisione del ministero dell'istruzione di sostituire le soluzioni proprietarie di tutti i pc scolastici con la storica Mandriva Linux.
Mandriva Linux diventerà il sistema operativo dalla maggiormente utilizzato dagli studenti brasiliani su i PC basati su architettura Intel e prodotti da Positivo, altro partner di questa grande iniziativa.
Mandriva sempre nel suo comunicato si esprime su questa grande manovra:
Ci troviamo davanti ad una delle più grandi migrazioni a GNU/linux con un bacino d’utenza piuttosto ampio, che varia tra un milione e un milione e mezzo d’utenti, che darà la possibilità ad alunni e docenti di immergersi nel mondo del software libero e migliorare la loro istruzione informatica.
La conferma la possiamo leggere direttamente dal sito di Mandriva.
Mandriva è una distribuzione Linux storica che ha contribuito attivamente allo sviluppo e alla presenza del sistema operativo GNU/Linux sopratutto nel mondo desktop.
Mentre la regione Puglia firma accordi con Microsoft, lo stato Brasile diventa ancora più "Open" con la decisione del ministero dell'istruzione di sostituire le soluzioni proprietarie di tutti i pc scolastici con la storica Mandriva Linux.
Mandriva Linux diventerà il sistema operativo dalla maggiormente utilizzato dagli studenti brasiliani su i PC basati su architettura Intel e prodotti da Positivo, altro partner di questa grande iniziativa.
Mandriva sempre nel suo comunicato si esprime su questa grande manovra:
“We are delighted to participate in this project along with our eco-system partners, and to help bring Mandriva Linux and open source applications to Brazil. ”
“Siamo lieti di partecipare a questo progetto insieme ai nostri partener e contribuire a portare Mandriva Linux e applicazioni open source in Brasile.”
Ci troviamo davanti ad una delle più grandi migrazioni a GNU/linux con un bacino d’utenza piuttosto ampio, che varia tra un milione e un milione e mezzo d’utenti, che darà la possibilità ad alunni e docenti di immergersi nel mondo del software libero e migliorare la loro istruzione informatica.
martedì 7 dicembre 2010
Open Source obbligatorio in Alto Agide
Si si avete proprio letto bene.
Proprio questo è quello che si legge sul sito dell'OSOR, l'osservatorio europeo sull'open source.
Secondo Kurt Pöhl, direttore del Dipartimento di Informatica presso la provincia di Bolzano in Alto Adige e relatore alla South Tyrol Free Software Conference, è obbligatorio, per le amministrazioni pubbliche locali che stanno rinnovando il loro parco tecnologico, utilizzare il software libero ogni volta che questo tipo di software soddisfi i requisiti.
Questa politica, entrata in vigore già da diversi anni, sta dando i primi frutti sopratutto dal punto di vista economico; il tutto senza perdere di produttività.
In questi anni sono state migrate già molte applicazioni, dalle piattaforme di e-learning, al sistema di monitoraggio della sicurezza informatica, dalla gestione dei database relazionali alle implementazioni, fatte in prima persona, al software OpenSPCoop, software libero di collaborazione sviluppato principalmente per le pubbliche amministrazioni.
In mezzo a tutto questo non vanno dimenticate le applicazioni da ufficio che sono state tra le prime ad essere migrate.
Il software libero è insomma un argomento molto sentito in Alto Adige, anche per la sua indubbia ricaduta a livello di economia locale.
Proprio questo è quello che si legge sul sito dell'OSOR, l'osservatorio europeo sull'open source.
Secondo Kurt Pöhl, direttore del Dipartimento di Informatica presso la provincia di Bolzano in Alto Adige e relatore alla South Tyrol Free Software Conference, è obbligatorio, per le amministrazioni pubbliche locali che stanno rinnovando il loro parco tecnologico, utilizzare il software libero ogni volta che questo tipo di software soddisfi i requisiti.
Questa politica, entrata in vigore già da diversi anni, sta dando i primi frutti sopratutto dal punto di vista economico; il tutto senza perdere di produttività.
In questi anni sono state migrate già molte applicazioni, dalle piattaforme di e-learning, al sistema di monitoraggio della sicurezza informatica, dalla gestione dei database relazionali alle implementazioni, fatte in prima persona, al software OpenSPCoop, software libero di collaborazione sviluppato principalmente per le pubbliche amministrazioni.
In mezzo a tutto questo non vanno dimenticate le applicazioni da ufficio che sono state tra le prime ad essere migrate.
"Le Pubbliche Amministrazioni appartenenti alla provincia Altoatesina, ritengono giusto che i dati e i documenti dei cittadini siano forniti in formati aperti, in modo tale che possano essere utilizzati, nel corso del tempo, in tutta sicurezza. Ciò consentirà di minimizzare anche i rischi dovuti alla dipendenza dai fornitori di licenze proprietarie."La collaborazione fra le amministrazioni locali sotto questo profilo è di nodale importanza, in particolar modo per i Comuni e la gestione della Sanità pubblica, perchè entrambe rappresentano il primo e delicato luogo di accesso per i bisogni e le pratiche dei cittadini, attraverso l'introduzione di aperte e trasparenti procedure standard.
Il software libero è insomma un argomento molto sentito in Alto Adige, anche per la sua indubbia ricaduta a livello di economia locale.
venerdì 3 dicembre 2010
La proprietà intellettuale non è in vendita
Se ci pensiamo bene, quando ancora il business non ci governava, gli studiosi erano soliti condividere il sapere, pubblicare studi, ricerche e documenti per fare in modo che insieme venissero trovati rimedi alle malattie più gravi.
Questo ha permesso all'umanità di curare e spesso a debellare malattie all'epoca mortali.
Per chi fa vera scienza questo è il metodo classico, da sempre utilizzato.
Da quando anche la ricerca è diventata un business la circolazione del sapere e dei risultati degli studi scientifici è venuta meno fino quasi a scomparire.
Se è vero come è vero che esistono ancora le "pubblicazioni" è altrettanto vero che oggi è possibile brevettare la composizione chimica di un farmaco.
In questo ambito è molto piacevole leggere della scelta effettuata dalla Università di Glasgow.
Il rettore Anton Muscatelli e il direttore della commissione per le strategie tecnologiche Iain Gray spiegano:
L’idea alla base di “Easy Access IP”, sostenuta anche dal Consiglio delle Ricerche britannico, è stata accolta con entusiasmo dagli ambienti imprenditoriali; specie le piccole e medie imprese vedono in essa la possibilità di avere accesso a tecnologie prima a loro precluse.
Questo ha permesso all'umanità di curare e spesso a debellare malattie all'epoca mortali.
Per chi fa vera scienza questo è il metodo classico, da sempre utilizzato.
Da quando anche la ricerca è diventata un business la circolazione del sapere e dei risultati degli studi scientifici è venuta meno fino quasi a scomparire.
Se è vero come è vero che esistono ancora le "pubblicazioni" è altrettanto vero che oggi è possibile brevettare la composizione chimica di un farmaco.
In questo ambito è molto piacevole leggere della scelta effettuata dalla Università di Glasgow.
Eliminare gli steccati che impediscono la libera circolazione delle idee e della conoscenza può portare un grande valore aggiunto all’economia e avere effetti benefici sull’intero tessuto sociale che ruota attorno a un ente di ricerca.Questo è quello che si legge sul sito dell'Università.
Il rettore Anton Muscatelli e il direttore della commissione per le strategie tecnologiche Iain Gray spiegano:
“Una delle missioni chiave dell’Università è la creazione, l’avanzamento e la condivisione della conoscenza. Il nostro obiettivo è dimostrare la rilevanza, l’importanza e l’impatto della ricerca che si effettua a Glasgow e aiutare le aziende britanniche a massimizzare la loro competitività a livello internazionale”.
“Dare in licenza una tecnologia nel Regno Unito può essere un processo laborioso, cosa che può inibire la condivisione della proprietà intellettuale fra le università e le aziende. Questa mossa aiuterà a creare relazione migliori e più durature fra il mondo dell’impresa e quello della ricerca”.Secondo il professor Miles Padgett, a capo del gruppo di ricerca che collabora con l’azienda, “come accademici abbiamo l’obbligo di promuovere il trasferimento della nostra tecnologia nel mondo reale. Abbiamo il privilegio di essere finanziati con soldi pubblici per svolgere lavori che amiamo, e questo è un modo di ripagare”. Alcuni aspetti della tecnologia sviluppata da Padgett e colleghi, resteranno comunque coperti da brevetto.
L’idea alla base di “Easy Access IP”, sostenuta anche dal Consiglio delle Ricerche britannico, è stata accolta con entusiasmo dagli ambienti imprenditoriali; specie le piccole e medie imprese vedono in essa la possibilità di avere accesso a tecnologie prima a loro precluse.
martedì 30 novembre 2010
OpenNorge
Non c'è solo la Francia tra i paesi utilizzatori di software libero in maniera massiccia nelle pubbliche amministrazioni, anche la Norvegia si pone come guida europea la cambiamento.
Guidati dalla società Friprog finanziata direttamente dal ministero della pubblica amministrazione e dal ministero della pubblica istruzione norvegesi, la pubblica amministrazione norvegese continua a proseguire nella sua migrazione all'Open Source.
Nel 2005 il 76% delle pubbliche amministrazioni utilizzava software libero, oggi lo utilizzano il 100% degli uffici pubblici.
La Norvegia è l'esempio lampante di come l'Open Source stia trionfando non per imposizioni statali, ma proprio per i vantaggi che porta.
Guidati dalla società Friprog finanziata direttamente dal ministero della pubblica amministrazione e dal ministero della pubblica istruzione norvegesi, la pubblica amministrazione norvegese continua a proseguire nella sua migrazione all'Open Source.
Nel 2005 il 76% delle pubbliche amministrazioni utilizzava software libero, oggi lo utilizzano il 100% degli uffici pubblici.
La Norvegia è l'esempio lampante di come l'Open Source stia trionfando non per imposizioni statali, ma proprio per i vantaggi che porta.
venerdì 26 novembre 2010
MSPuglia
Era già nell'aria ieri, è stato confermato oggi deludendo chi aveva creduto in una svolta.
Parliamo dell'accordo siglato dal presidente della Regione Puglia con l'amministratore delegato di Microsoft Italia.
Certo non mi è dato sapere il contenuto di questo accordo, ma le sensazioni non sono affatto positive.
In questo blog non mi occupo di politica, ne' intendo farlo in futuro, ma da un partito che sul proprio sito ufficiale pubblica questo mi sarei aspettato qualcosa di ben diverso.
Ancora più preoccupante è leggere l'obiettivo di questo accordo:
Certo considerare Microsoft il demonio, anche se allettante, non è corretto, ma affermare, come si legge ancora sul sito che
Non posso che essere d'accordo col virgolettato, ma i formati chiusi di Microsoft, la compatibilità solo con se stessa (e a volte nemmeno quello) lasciano intravedere un orizzonte oscuro e non felice come quello descritto.
Faccio mio un periodo che condivido pienamente letto su tuxjournal.net .
La libertà del software non è questione che interessi solo tecnici, informatici o appassionati; al contrario, in una società ogni giorno più digitale la libertà del software riguarda da vicino la libertà dei cittadini e condiziona pesantemente la possibilità di rendere concreti ed effettivi i diritti civili. Il software deve essere libero. Per ragioni etiche, non tecniche.
Parliamo dell'accordo siglato dal presidente della Regione Puglia con l'amministratore delegato di Microsoft Italia.
Certo non mi è dato sapere il contenuto di questo accordo, ma le sensazioni non sono affatto positive.
In questo blog non mi occupo di politica, ne' intendo farlo in futuro, ma da un partito che sul proprio sito ufficiale pubblica questo mi sarei aspettato qualcosa di ben diverso.
Ancora più preoccupante è leggere l'obiettivo di questo accordo:
“promuovere l’innovazione e l’eccellenza nell’ideazione, sviluppo e utilizzo delle tecnologie e delle soluzioni informatiche”
Certo considerare Microsoft il demonio, anche se allettante, non è corretto, ma affermare, come si legge ancora sul sito che
"Sogno un’Italia in cui i sistemi operativi siano una scelta affidata al gusto piuttosto che alle tasche dei cittadini. E chiunque possa con il suo sistema collegarsi ad una rete veloce, lavorare, scambiare file, guardare film, apprendere e formarsi, fare videoconferenze, caricare e scaricare archivi e fare cose oggi nemmeno definibili e prevedibili. Sogno insomma i 100Megabit."è assolutamente l'opposto di un qualsiasi accordo siglato con Microsoft.
Non posso che essere d'accordo col virgolettato, ma i formati chiusi di Microsoft, la compatibilità solo con se stessa (e a volte nemmeno quello) lasciano intravedere un orizzonte oscuro e non felice come quello descritto.
Faccio mio un periodo che condivido pienamente letto su tuxjournal.net .
La libertà del software non è questione che interessi solo tecnici, informatici o appassionati; al contrario, in una società ogni giorno più digitale la libertà del software riguarda da vicino la libertà dei cittadini e condiziona pesantemente la possibilità di rendere concreti ed effettivi i diritti civili. Il software deve essere libero. Per ragioni etiche, non tecniche.
CNAF e PostgreSQL
Non è un caso che la Francia sia "nata" da una rivoluzione!
Come si legge sul sito OSOR.eu è ancora la Francia che si pone alla guida europea dell'utilizzo di software libero.
La Caisse Nationale d'Allocations Familiales (CNAF) francese, ente che gestisce 69 miliardi di euro per 11 milioni di abitanti aventi diritto, ha terminato, dopo 18 mesi, la migrazione dai DBMS proprietari ai DBMS liberi ed in particolare a PostgreSQL.
Secondo quanto comunicato a settembre dalla società IT Bull che assiste la CNAF, sul sistema Postgresql vengono eseguite quasi un miliardo di query SQL ogni giorno.
Secondo l'azienda IT, il DBMS Postgresql, presso il CNAF, viene eseguito su server che utilizzano Red Hat Linux.
Come si legge sul sito OSOR.eu è ancora la Francia che si pone alla guida europea dell'utilizzo di software libero.
La Caisse Nationale d'Allocations Familiales (CNAF) francese, ente che gestisce 69 miliardi di euro per 11 milioni di abitanti aventi diritto, ha terminato, dopo 18 mesi, la migrazione dai DBMS proprietari ai DBMS liberi ed in particolare a PostgreSQL.
Secondo quanto comunicato a settembre dalla società IT Bull che assiste la CNAF, sul sistema Postgresql vengono eseguite quasi un miliardo di query SQL ogni giorno.
"La nostra scelta di utilizzare PostgreSQL non era solo spinta dal fatto che questo software è open-source", dice Marc Pavie, CNAF Vice Direttore dei Sistemi Informativi "Questo DBMS include tutte le caratteristiche di cui abbiamo bisogno. Ha livelli di prestazione e affidabilità in grado di soddisfare i nostri obiettivi di produzione."Inoltre le regolari mansioni amministrative sono state automatizzate e la supervisione del sistema è effettuata utilizzando una soluzione libera, Nagios.
Secondo l'azienda IT, il DBMS Postgresql, presso il CNAF, viene eseguito su server che utilizzano Red Hat Linux.
Sempre un passo avanti ...
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